16 marzo 2010

Coccodrillo n.4 - Commemorazioni improbabili: Augusto Minzolini


E' stato sottratto all'affetto dei suoi cari Augusto Minzolini, direttore del tg1. La scomparsa, per tutti improvvisa, lascia orfano quel giornalismo libero da ogni tipo di influenza esterna, specie quella della verità.

La fine è giunta nella tarda mattinata. L'indomito giornalista stava registrando il suo ultimo editoriale, dal titolo “Meglio un morto in casa che un magistrato alla porta”, quando è stato colto da un malore. - Non credevo che le toghe rosse portassero pure sfiga - , si è lamentato di fronte ai soccorritori.

Difficile non commuoversi ricordando il lavoro solerte cronista, sempre attento a non lasciare lo spettatore privo di una nota di colore. Chi non ricorda, nella rubrica Fantastoria, il servizio sulla povera gattina Laika, abbandonata dai comunisti nello spazio prima delle vacanze estive; oppure l’intervista a Nando, taxista romano, in grado di recitare "Meno male che Silvio c'è" ruttando.

Importante però, per non dimenticare Augusto, menzionare anche le sue inchieste più scottanti, come quella su "Di Pietro untore", in cui si denuncia come l'ex magistrato non abbia ancora fatto la varicella e sia soggetto ad herpes. Insieme a Feltri firmò anche il dossier "Ai comunisti non gli tira", in cui proponeva di colorare il Viagra di rosso, per Minzolini il colore dell'impotenza.

Ne parla con le lacrime agli occhi la maestra Luigina, che ne accompagnò l’istruzione all’istituto Servi del Signore (quando si dice “il destino nel nome”). - Già da piccolo era capace di sorprendere tutti nelle interrogazioni di storia -, ricorda commossa - sembra ieri quando individuò le cause della guerra di Troia “nell’indebita ingerenza di pettegolezzi scandalistici nell’informazione politica greca” - .

Ironia della sorte, sarebbe uscito fra pochi giorni con le edizioni Giochi Preziosi il Minzonopoly, un Monopoly dove al posto di "Parco della Vittoria" e "Viale dei Giardini" si può giocare con "Corso Craxi" e "Vicolo Licio Gelli", e i pedaggi vengono pagati in tangenti attraverso conti svizzeri.

Unanime il cordoglio del mondo politico, secondo Silvio Berlusconi - Era veramente impareggiabile, pensate che guardando il tg1 anch'io mi ero convinto di non essere mai andato a puttane! -.

Mentre Il Giornale di Feltri, come sempre un pò sopra le righe, titola “Morire così, che cazzo di sfiga”.

Unica voce fuori dal coro quella di Giordano, direttore di Studio Aperto – Finalmente ci siamo liberati di questo imitatore -, chiosa stizzito il giornalista.

Forse però il modo migliore per ricordarlo è con le parole del suo editoriale d'addio ai telespettatori del tg1

Non piangete per me, amici da casa,

la morte non è altro che un apostrofo nero

tra le parole “Conflitto d'interessi”

Filippo Bernasconi

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