27 gennaio 2010

VERITA' NEGATE: I negazionisti dell'olocausto

Il tentativo di riscrivere la storia per un uso strumentale e politico è purtroppo di stretta attualità, tanto in Italia quanto all’estero. Il caso più eclatante è la negazione che sia mai avvenuto un evento storico di grandissime dimensioni come l’Olocausto. I sostenitori di questa tesi sono comunemente indicati come “negazionisti” ed amano definirsi “storici revisionisti”. Tuttavia la comunità storiografica internazionale rifiuta di confrontarsi con le loro posizioni: non le ritiene degne di attenzione. I negazionisti si fanno forti di questo mancato confronto, motivandolo con la paura, da parte della comunità storiografica, di non riuscire a confutare le loro argomentazioni. Ciò costituirebbe una prova che queste sono vere.
Perché quindi gli storici rifiutano il confronto? La differenza fondamentale fra uno storico e un negazionista è semplice: per descrivere un fatto lo storico parte dai dati, il negazionista parte da un preconcetto politico. Secondo lui infatti il Nazismo non fu il Male Assoluto descritto dai vincitori della Seconda Guerra Mondiale e le maggiori atrocità imputate alla Germania nazista non sono che delle menzogne.
Prima di giungere a tale conclusione sono necessarie alcune premesse: la verità storica è in continua ridiscussione e gli studiosi si dedicano alla ri-verifica continua delle fonti storiche (specie alla luce di nuove scoperte). Tale processo può portare ad una revisione di aspetti della storia di cui credevamo di sapere oramai tutto.
Il Negazionismo è altra cosa: invece di partire dal ritrovamento di nuove fonti o nuovi studi, parte dal preconcetto e cerca solo a posteriori delle giustificazioni a supporto di tale pregiudizio.

La quasi totalità dei sostenitori del Negazionismo proviene da posizioni filo-naziste; sembra quindi naturale che condividano l’intento di riabilitare il Nazismo. Ma davvero la loro argomentazione muove da preconcetti? Può essere utile tracciare un profilo delle posizioni comuni ai negazionisti:
a) i nazisti non hanno mai voluto sterminare gli ebrei, solo chiuderli in “campi di concentramento” (e non “di sterminio”) b) le camere a gas per l’uccisione sistematica degli ebrei non sono mai esistite c) il numero di ebrei morti nel corso della guerra è inferiore a quanto si creda; d) l’Olocausto è un fenomeno inventato dalle potenze vincitrici (Usa, Gran Bretagna, Urss), sostenute in questo dagli ebrei; e) esisterebbe infatti una cospirazione globale degli ebrei per il dominio del mondo.
Interessante è il rapporto che i negazionisti hanno con le fonti storiografiche. Un esempio clamoroso è il tentativo, operato dallo studioso francese Robert Faurisson, di negare l’autenticità dei diari di Anna Frank con procedimenti tipici dell’argomentazione negazionista. Al di là della specificità degli argomenti, è interessante notare gli errori logici alla base dell’argomentazione. Prendiamo due esempi:
1) Faurisson muove attacchi alla persona di Anna Frank, quando scrive: “tossicodipendente a una tenera età”, “sesso giovanile”, “stravaganze sessuali”, “il primo porno infantile” (ricordiamo che Anna Frank è un’adolescente, quindi alla scoperta del proprio corpo e che il suo nasce come diario personale). Ma in che modo simili accuse dovrebbero minare la sua credibilità di testimone? Si nota inoltre la tendenza ad avvalorare gli stereotipi denigratori di presunte perversioni sessuali connaturate alla razza ebraica.
2) Lo studioso trova due edizioni tedesche del diario, notevolmente diverse tra loro: Faurisson conclude che è una prova che l’autore è ancora vivo e quindi non può essere Anna Frank. Peccato che non prenda in considerazione l’ipotesi, che sembra più ragionevole, che le modifiche siano piuttosto da imputare all’editore o al traduttore (dall’olandese). Eppure per evitare un rischio del genere sarebbe bastato fare un’analisi dei manoscritti originali, invece che basarsi sulle traduzioni tedesche!

Questi non sono che esempi; ma l’epopea negazionista è piena di simili aberrazioni. Questo modo di argomentare con argomentazioni deboli, toni sensazionalistici, aggirando il centro della questione, è chiaramente improntato ad un cieco fanatismo politico. Così si presta fede, piuttosto che ad un’analisi ragionata delle fonti, ad una delirante teoria del complotto, sorda ad ogni ragione critica.

I negazionisti chiedono di poter esporre le loro tesi, in nome della libertà di parola. Eppure in alcuni Paesi (europei e non) sostenere pubblicamente queste tesi è punito anche con il carcere. Un attacco alla libertà di parola? Perché punirli, qual è il rischio?
Dovremmo chiederci allora se ogni individuo è libero di dire quello che gli pare, di insultare gli avversari, di infangare la memoria collettiva; se possiamo permetterci di lasciare la libertà a chiunque di riscrivere la storia con le menzogne, ad uso meramente strumentale.
Il rischio che corriamo è di svegliarci in un futuro in cui la menzogna e la falsificazione della realtà saranno all’ordine del giorno, un futuro in cui la storia viene riscritta al servizio della politica. Riflettere sul fenomeno del Negazionismo è importante: tutto sta a vedere in che misura siamo disposti ad accettare questo rischio.

Enrico Guerini

6 commenti:

  1. Enrico Guerini è un rappresentante di Sinistra Universitaria?

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  2. Bisogna chiedersi casomai, perché ogni mese, ogni anno si commemora l olocausto e si dimenticano i numerosi genocidi compiuti da sempre in ogni parte del mondo. Perché non si parla mai dei crimini imperialisti perpetrati dagli usa nel medio oriente? Forse quelli sono morti di serie B?

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  3. l rischio che corriamo è di svegliarci in un futuro in cui la menzogna e la falsificazione della realtà saranno all’ordine del giorno???????????Stai tranquillo caro Enrico Guerini il rischio futuro che tu paventi è gia realta da almeno 70 anni......è sconvolgente.., fare ricerche sui DOCUMENTI che la storia ci ha consegnato constatare che la storia grande maggioranza delle cose con cui ci hanno indottrinato sin dai banchi di scuola è basata su mere testimonianze oculari senza una prova concreta che sia una...

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  4. l rischio che corriamo è di svegliarci in un futuro in cui la menzogna e la falsificazione della realtà saranno all’ordine del giorno???????????Stai tranquillo caro Enrico Guerini il rischio futuro che tu paventi è gia realta da almeno 70 anni......è sconvolgente.., fare ricerche sui DOCUMENTI che la storia ci ha consegnato constatare che la storia grande maggioranza delle cose con cui ci hanno indottrinato sin dai banchi di scuola è basata su mere testimonianze oculari senza una prova concreta che sia una...

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