30 aprile 2011

CARO SINDACO - Decima puntata, Letizia Moratti

Vulcano ha intervistato i candidati sindaco per le elezioni comunali di Milano su temi che vanno dalle politiche giovanili, al mondo del lavoro, ai trasporti pubblici. Oggi è il turno del sindaco in carica: Letizia Moratti, già eletta nel maggio 2006 prima donna sindaco a Milano, appoggiata a questa tornata elettorale da Pdl e Lega Nord.



1. L’Associazione SoS Racket sembra rimanere sempre più sola nella lotta contro le mafie. Gli ultimi eventi riguardanti le case A.L.E.R sembrano la punta di un iceberg che non si vuole sciogliere. Del pizzo non se ne parla ad alta voce, ma in molti lo pagano, anche nel centro di Milano. Qual è la sua proposta di contrasto in merito al pizzo, al racket, al comportamento mafioso ormai sempre più imperante nella regione Lombardia?
In questi anni il Comune di Milano ha fatto della lotta al malaffare una delle sue priorità mettendo in atto un insieme di provvedimenti concreti che intendo rafforzare e ampliare. L’Amministrazione ha assegnato 88 immobili confiscati alla mafia a realtà del terzo settore, associazioni giovanili e del volontariato. Milano è stata la prima città in Italia ad aver adottato il ‘Patto di Integrità’ per la trasparenza negli appalti pubblici e poter escludere le imprese che si accordano tra loro, così come quelle che non assicurano regolarità contributiva o hanno compiuto reati in materia di sicurezza sul lavoro. Abbiamo messo a disposizione della Prefettura strumenti amministrativi rapidi ed efficaci per la segnalazione delle infiltrazioni. Il Governo, inoltre, ha inserito 2 proposte lanciate dal Comune di Milano sulle normative antimafia in materia di appalti pubblici: una “White List” delle imprese ‘pulite’, per subappaltare in modo sicuro da un elenco di soggetti vigilati e affidabili, e una “Banca Dati Nazionale” condivisa da tutte le Procure italiane per verificare con certezza su tutto il territorio nazionale le imprese a rischio mafia. Naturalmente abbiamo pensato anche a Expo contribuendo a definire misure adeguate per rendere più incisivi i controlli antimafia sui contratti pubblici e sui successivi subappalti e subcontratti per lavori, servizi e forniture. L’apprezzamento del lavoro svolto in questi anni è stato testimoniato da due importantissimi riconoscimenti: uno ricevuto nel 2007 da ‘Trasparency International’, l’Associazione contro la corruzione istituita nel 2004 dall’ex Segretario Generale delle Nazioni Unite, Kofi Annan, e nel 2009 il premio per la “Lotta alla corruzione” dal Ministero della Pubblica Amministrazione e l’Innovazione.
2. Lei ha mai violato la legge?
Sì, ricordo quella volta che ero in ritardo per una lezione all’università e avevo lasciato la macchina in divieto di sosta. Avevo appena preso la patente e il vigile voleva darmi per forza la multa, così mi sono messa a piangere e ha avuto pietà.
3. Come si muove a Milano? Mezzi pubblici, bicicletta o automobile? Quanto spende più o meno annualmente per questi spostamenti?
L’auto e anche il personale della sicurezza me li pago io, senza costare nulla al Comune, compresa l’auto della scorta assegnata dal ministero dell’Interno. Ma vado anche in tram e in metropolitana per verificarne il funzionamento e ascoltare direttamente le esigenze dei cittadini. Tant’è che ultimamente, a seguito delle segnalazioni sui rallentamenti che a volte si verificano sulle linee della metropolitana, ho chiesto ad Atm più controlli e una maggiore efficienza proprio per garantire un servizio più conforme alle esigenze di mobilità della città.
4. Visti i dati preoccupanti sulla diffusione dell’HIV (15.000 persone secondo la L.I.L.A.) e di gravidanze indesiderate a Milano, come pensa di procedere sul fronte dell’educazione sessuale nelle scuole superiori? Come si pone di fronte ad iniziative come la presenza di distributori di preservativi nelle scuole? Cosa pensa dello scontro che lo scorso anno ha visto coinvolti l’ASL di Milano e la Regione Lombardia, riguardante le modalità con cui si tenevano i corsi di educazione sessuale e che hanno portato alla sospensione degli stessi?
Io credo sia importante per i giovanissimi promuovere un’educazione appropriata in tema di contraccezione e protezione e che faccia capire che i rapporti sessuali sono l’espressione di un legame che nasce da un sentimento di affetto e di amore. Sono stati questi i presupposti che ci hanno spinto, come Assessorato alla Salute, a promuovere un’indagine tra le ragazze tra i 13 e i 18 anni che ha confermato la quasi totale disinformazione sulle malattie sessualmente trasmissibili: le ragazze non frequentano i consultori e fanno fatica a parlare di intimità.Così la scorsa estate abbiamo realizzato un progetto, SaluteInformaMi,insieme con il circuito delle palestre della Get Fit e con la Fondazione Policlinico, per la “comunicazione” della prevenzione alla città (Lambrate, via Stelvio, via Cagliero, via Meda, via Cenisio, via Piranesi, via Falcone). Il servizio, messo a disposizione all’interno delle palestre, riguardava temi centrali: sport, corretta alimentazione, abuso/consumo di alcol, fumo, stress e sessualità. Anche lo sportello del Policlinico, il Laboratorio di Intelligenza Sessualmente Trasmissibile, su nostra sollecitazione, ha potenziato i suoi servizi creando un centro di ascolto a carattere medico-psicologico dedicato ai giovani dai 14 ai 24 anni per l’informazione, lo screening e la cura delle mts, ad accesso anonimo e gratuito con medici e psicologici di giovane età per facilitare l’approccio e la comunicazione e la confidenza.
5. Prima della sua carriera politica, di cosa si occupava?
Come tanti ragazzi ho cominciato presto a lavorare perché volevo essere, a tutti i costi, indipendente economicamente dalla mia famiglia. Non volevo essere la classica figlia di papà. Lavoravo e studiavo. E due giorni dopo la laurea, ho fatto gli esami come assistente in diritto comunitario europeo con il professor Fausto Pocar. Poi mi sono messa a lavorare per l’Assicurazione di mio padre, ma l’ho lasciata subito perché volevo innovare. Mio padre ovviamente non aveva tanta voglia di farlo. Così, a 23 anni, mi sono lanciata da sola e ce l’ho fatta. Ho fondato la mia società, la Gpa. Ho costruito la mia esperienza professionale negli ambiti che mi hanno sempre appassionata, la finanza e le assicurazioni, insieme con la comunicazione. All’inizio avevo un assistente part time ma praticamente facevo tutto da sola. Consegnavo anche le lettere e i pacchi. Avevo anche un socio che però prima d’impegnarsi direttamente ha aspettato per vedere se ero capace di camminare da sola. Quando gli ho dimostrato che la società faceva utile questo socio mi ha raggiunto e, lavorando insieme per 20 anni, siamo diventati il secondo gruppo nel brokeraggio assicurativo del mercato italiano. Sono stata vicepresidente della Federazione del Terziario Avanzato e presidente dell’Associazione Italiana Brokers di Assicurazioni e Riassicurazioni. E sono stata la prima donna a rivestire la carica di Presidente della Rai dove sono riuscita a portare i conti in ordine. E oggi voglio proseguire con lo stesso entusiasmo e la stessa passione a lavorare per la mia città, Milano, dove sono nata e cresciuta, dove ho studiato, formato la mia famiglia e lavorato. Poter lavorare per renderla sempre più bella e far sì che si creino più opportunità per tutti senza dimenticare nessuno.
6. Che genere di istruzione ha ricevuto dai suoi genitori e dalle scuole che ha frequentato?
Ho frequentato il Collegio delle Fanciulle dove ho avuto la fortuna di avere dei professori che mi hanno fatto amare le loro materie. Era una bella scuola, facevamo molto sport e adoravo studiare soprattutto in giardino. Poi a 21 anni mi sono laureata in Scienze Politiche alla Statale. Premetto che non ero proprio una secchiona. Diciamo il giusto. Perché mi piaceva anche divertirmi, ballare e uscire con gli amici. I miei, però, erano molto ma molto severi con me, soprattutto mio padre. Mia madre era più comprensiva e mi “copriva” quando rientravo più tardi. Lo erano più con me che con mia sorella Beatrice. Comunque da papà, con la sua esperienza da partigiano, ho imparato l’importanza dell’impegno civile e del rispetto e da mia madre l’importanza dell’amore e la tenacia a non smettere mai di sognare.
7. Il rapporto di Transatlantic Trends evidenzia che in Italia la percezione della percentuale di immigrazione risulta quattro volte superiore rispetto alla realtà. A Milano, gli avvenimenti di via Padova o del campo rom di via Triboniano dimostrano che la temperatura sociale resta calda. Quali crede siano le priorità per stemperare la tensione? Come progetterà di muoversi il comune e i suoi servizi per attuare l’integrazione con strumenti alternativi al solo intervento delle forze dell’ordine?
Milano è una città multietnica, votata all’accoglienza e al rispetto dell’identità della persona. A Milano gli immigrati sono 212mila, il 16,1% dei residenti, con un aumento negli ultimi anni dell’80%. Significa che Milano è una città che sa accogliere. Ma uno dei punti fondamentali che deve avere chiaro chi sceglie di venire nella nostra città è il rispetto delle regole. In questi anni, infatti, abbiamo messo in campo una strategia che ha agito sia sul rafforzamento della sicurezza, sia sull’integrazione di chi rispetta la legge. Per l’immigrazione e per l’accoglienza abbiamo speso una media di 20 milioni di euro l’anno. Abbiamo realizzato numerosi progetti di governance del fenomeno migratorio, e abbiamo finanziato tantissime realtà che ci aiutano per le migliorare l’integrazione: istituzioni, associazioni, privato sociale, centri educativi, centri di cultura e formazione. Abbiamo aperto un dialogo con le Associazioni, le parrocchie, le scuole, i circoli culturali e sportivi che già operano sul territorio. Cito, per esempio, il Tavolo permanente con le associazioni di via Padova; il progetto “Start” nato per implementare le attività di prima accoglienza, di inserimento scolastico e di insegnamento dell’italiano agli stranieri. Abbiamo realizzato la Mappatura della città con particolare riguardo alla situazione demografica, allo stato giuridico degli immobili, alle attività commerciali e alle tipologie di controlli effettuati fino ad oggi. Anche la nuova politica abitativa, che si realizzerà con il nuovo Piano di Governo del Territorio, mira a superare il concetto di quartieri ghetto per promuovere soluzioni urbanistiche e sociali più moderne.
8. Molti degli studenti che frequentano le università milanesi sono pendolari, fuori sede o provenienti da altri paesi (Erasmus). Vivendo a Milano contribuiscono in vario modo a rendere più ricca la città. Purtroppo, rispetto alle grandi città europee Milano risente di un deficit nel settore del trasporto pubblico, soprattutto nelle fasce notturne e nelle zone periferiche e i prezzi dei taxi sono assolutamente proibitivi. Come intende agire per migliorare il trasporto milanese? Come pensa di agire sulle politiche giovanili e di integrazione?
Per il trasporto nelle fasce notturne abbiamo messo le basi per lo sviluppo di una rete che pone Milano al livello delle altre grandi città europee. Mi riferisco al Radiobus, un servizio notturno attivo dalle 22 alle di 2 di notte in 8 zone della città che coprirà altri 16 quartieri. E per favorire un divertimento notturno più sicuro, dalle 2 alle 5 del mattino, c’è il Bus By Night, che piace molto ai giovani: negli ultimi due anni e mezzo oltre 53mila ragazzi ne hanno usufruito. E’ accessibile senza prenotazione da 10 capilinea individuati nelle aree dove è concentrato il maggior numero di locali. Il servizio del bikesharing è disponibile sino le 24. Sui trasporti in generale abbiamo investito molto per incrementare la regolarità delle frequenze sia sulle linee di superficie, che è aumentata da 74,70% nel 2010 a 80,11% quest’anno, sia sulle metropolitane dove è cresciuta da 94% a 97%. E in 3 anni, dal 2008 a oggi, i passeggeri di Atm, tra metropolitane e mezzi di superficie, sono aumentati di 61 milioni. Oggi sono 680 milioni, i cittadini che ogni anno usano i mezzi pubblici per muoversi in città con il prezzo del biglietto più basso in Italia e che non viene aumentato da 10 anni. Merito anche del modello innovativo di mobilità urbana sostenibile basato sull’offerta integrata dei mezzi pubblici: dalle metropolitane ai mezzi di superficie, dal bike-sharing al car-sharing, ai parcheggi di interscambio. Infine vorrei ricordare che dopo 20 anni siamo tornati a investire nelle metropolitane con 2 nuove linee e il prolungamento di quelle esistenti. Stiamo lavorando anche sull’incremento delle corsie riservate ai mezzi pubblici, oggi la nostra città ne conta circa 186,4 km.
9. Qual è la sua visione di Milano? Quali benefici sociali e ambientali porterà l’Expo ai cittadini milanesi e ai suoi visitatori?
Milano è una grande area metropolitana, nata grazie all’ingegno dei suoi cittadini, e costituisce uno dei principali nodi dell’economia mondiale, in termini di mercato, di servizi all’impresa e di eccellenze tecnologiche e scientifiche. Per me amministrarla è stato ed è un grande onore. E’ anche un atto d’amore verso una città che mi ha dato tanto e a cui ho voluto restituire qualcosa: la prossima Esposizione Universale. L’Expo del 2015 sarà un progetto per la nostra città, per l’Italia e per il mondo. Abbiamo sottoscritto già oltre 70 accordi di collaborazione con città, province, ministeri e associazioni e 21 Paesi hanno già confermato la propria partecipazione. Milano ha firmato per una Expo ancora più verde di quanto previsto. Ci saranno le serre bioclimatiche che illustrano i climi e le colture del mondo del mondo. Ricordo che l’Esposizione Universale porterà a Milano circa 20 milioni di visitatori. Sarà una sfida mondiale che muoverà un giro d’affari, in termini di produzione aggiuntiva, di 69 miliardi di euro, creando, tra il 2011 e il 2020 mediamente circa 61mila nuovi posti di lavoro ogni anno. Expo 2015 porterà il nostro sistema infrastrutturale ai livelli delle grandi capitali europee. Mi riferisco alle nuove connessioni della Fiera di Rho-Pero, alla Brebemi, alla Pedemontana, alla Tangenziale Est esterna di Milano, ai collegamenti ferroviari con Malpensa, al tratto lombardo dell’alta velocità ferroviaria Milano-Torino e Milano–Bologna. E ancora al potenziamento del sistema metropolitano milanese che è già una realtà.
10. Da una stima fatta nel 2005 dal U.N.R.A.E nel comune di Milano circolano 800 mila vetture e di queste circa 30 mila sono non catalizzate (3.8%). Le macchine più moderne, che rispondono alle direttive europee più severe in termine di inquinamento, in Italia sono meno di una su tre, mentre a Milano sono circa il 42 per cento. Eppure, Milano ha superato i limiti di PM10 per ben 35 volte nei soli primi 38 giorni di quest’anno. Per entrare nella cerchia dei bastioni si paga l’Ecopass. Alcuni studi indicano che un S.U.V diesel di ultima generazione (euro 4, euro 5, che quindi non paga l’Ecopass) inquina almeno quanto un euro 2 benzina, che invece deve pagare l’Ecopass. Si potrebbe giungere alla sfortunata conclusione che chi ha i soldi per comprare una macchina nuova non paga l’Ecopass, chi non ha questi soldi invece lo paga. Entrambi fanno girare l’economia, entrambi inquinano. Cosa intende fare Lei? Come sta andando questo Progetto “Eco”?
Con Ecopass e le altre misure strutturali, il potenziamento del trasporto pubblico e il teleriscaldamento, Milano è diventata un modello virtuoso di impegno contro l’inquinamento. Siamo stati i primi, in Italia, a promuovere l’uso di mezzi meno inquinanti. Secondo le ultime statistiche, nei dodici mesi del 2010 sono stati registrati, in totale, 86 superamenti, rispetto la soglia, del Pm10 come media giornaliera. Il risultato più basso in assoluto dal 2002. E per la prima volta anche la concentrazione media in città di Pm10 è risultata inferiore al valore di 40 microgrammi al metro cubo, limite previsto dalla normativa a partire dal gennaio 2005. Inoltre sono calati sia il traffico, del 16% in area Ecopass e del 7% in città. Per il futuro l’obiettivo è quello di proseguire e potenziare le misure strutturali già messe in atto, potenziando il rinnovo dei mezzi pubblici con mezzi ecologici per eliminare il traffico inquinante e rafforzare la disincentivazione del traffico.
11. Sempre per quanto riguarda l’inquinamento avete intenzione di aumentare la salvaguardia della salute controllando anche il PM100? L’Europa non lo richiede ma studi scientifici ammettono la sua esistenza e il suo potere cancerogeno…
Certo, se può contribuire a vincere la lotta allo smog e tutelare la salute dei cittadini. La nostra politica ambientale si è avvale di misure strutturali in tre aree d’intervento: il potenziamento del trasporto pubblico, il disincentivo al traffico dei mezzi inquinanti e il teleriscaldamento. La qualità dell’aria di Milano continua a migliorare. I positivi effetti di Ecopass cominciano a vedersi e i dati lo dimostrano. Stiamo inoltre controllando la frazione misurata più fine del particolato atmosferico, il PM2,5 la cui concentrazione media su dodici mesi del 2010 è risultata la più bassa. Era 37 µg/m³ nel 2007, anno in cui a Milano sono cominciate le rilevazioni di questa frazione di particolato, ed è stata di 25 µg/m³ nel 2010. Aggiungo che il limite di 25 µg/m³ entrerà in vigore solo nel 2015, e Milano lo ha già rispettato, in anticipo di 4 anni.
12. Lei beve l’acqua del rubinetto di casa sua?
Si, perché l’acqua di Milano raggiunge standard di qualità ed economicità ineguagliati non solo in Italia ma in tutta Europa. Proprio il 22 marzo scorso, in occasione della Giornata mondiale dell’Acqua, abbiamo inaugurato un erogatore d’acqua liscia, gasata e fresca in via Lessona, a Quarto Oggiaro, a disposizione degli abitanti del quartiere. I nostri controlli sono severi e offrono una totale garanzia di sicurezza. Ogni anno vengono effettuate sull’acqua di Milano 180mila analisi chimiche e microbiologiche. Peraltro non abbiamo nessuna intenzione di aumentare le tariffe relative all’acqua che resterà pubblica al costo attuale, 0.60 euro al metro cubo, mentre sale a 1.12 euro a Torino, 1.52 a Genova, 1.27 a Bologna. E grazie a un piano di investimenti di 800 milioni di euro per i prossimi venti anni manterremo il controllo pubblico dell’acqua, un punto fermo che ci tengo a ribadire.
13. A Milano ci sono moltissime case vuote, sfitte o abbandonate da molti anni. Altre invece vengono date agli amici degli amici o a gente che si può permettere ben oltre ciò che invece paga (il caso di Affittopoli, Trivulzio &C). Secondo i dati del S.u.n.i.a., quest’anno gli affitti per gli studenti a Milano hanno subito un rincaro del 10%. Una camera singola arriva a costare fino a 750 euro. Quale potrebbe essere la prima azione in merito a tale problema?
Per soddisfare il bisogno abitativo delle famiglie e delle fasce più deboli ci siamo impegnati sia con gli operatori privati, mettendo in campo misure per abbattere il valore dell’area edificabile, sia con quello delle aree di proprietà del Comune promuovendo un nuovo modello basato sui principi di mix abitativo e soluzioni a basso costo. Con il nuovo Piano di Governo del Territorio, attraverso l’housing sociale, risponderemo al bisogno abitativo a prezzi accessibili: oltre 30mila nuovi alloggi entro il 2030 e la riqualificazione di 22 grandi aree cittadine. Niente più quartieri di edilizia popolare o ghetti. Oltre alla realizzazione di nuovi alloggi, il Comune è intervenuto sostenendo le famiglie in difficoltà nel pagamento del canone di affitto. Dal 2007 a oggi abbiamo sostenuto più di 20mila famiglie. Il Comune di Milano ha posto una particolare attenzione al tema della residenzialità universitaria tanto che, per primo in Italia, ha stabilito che l’edilizia residenziale universitaria è un servizio da realizzare sulle aree destinate a servizi, così come individuate negli strumenti urbanistici. Per i quasi 100mila studenti fuori sede sono state realizzate alcune residenze universitarie sia su aree di proprietà comunale sia private che forniscono complessivamente oltre 1.500 posti letto. Il Comune, inoltre, con il sostegno di Fondazione Cariplo, ha creato l’Agenzia Uni che incrocia la richiesta e l’offerta di alloggi. Ai circa 2.300 studenti registrati al servizio sono state effettuate circa 5.500 offerte di alloggio. Alla Fabbrica del Vapore, completamente riqualificata, trovano casa numerosi laboratori creativi dedicati a giovani creativi e designer, che possono anche soggiornarvi grazie a una decina di appartamenti dedicati ai giovani provenienti da tutto il mondo.
Per quanto riguarda la vicenda delle case del Pio Albergo Trivulzio, appena venuta a conoscenza di situazioni non chiare, ho voluto le dimissioni del CdA del PAT per nominare un commissario che verificasse la trasparenza e la congruità dei prezzi d’affitto con i prezzi di mercato.
14. Lei ha mai lavorato senza ricevere denaro?
Certamente! Da ragazza, all’inizio della mia carriera. Ma è un sacrificio utile per imparare, che fa guadagnare in esperienza e in professionalità. Oggi, di certo, non faccio il Sindaco per soldi. Diciamo che il mio stipendio non lo tengo io. Mi sento più appagata quando una persona mi ringrazia perché sono riuscita a risolvergli un problema. Io sono già felice e lavorare per rendere felici gli altri per me è la cosa più importante.
15. Quanto si spenderà a grandi linee per la sua campagna elettorale?
Non più dell’altra volta, e comunque senza chiedere soldi a nessuno.
16. Negli ultimi dieci anni le biblioteche rionali hanno ridotto l’orario di apertura rendendoli simili agli orari di un sportello delle poste. Pochissime biblioteche rimangono aperte la sera. Per visitare il Louvre di Parigi si spende tanto quanto andare al Palazzo Reale. Le associazioni culturali milanesi sono al collasso. I piccoli teatri rischiano di chiudere ogni giorno. Qual è la sua proposta culturale per Milano?
Il Sistema delle Biblioteche Comunali è stato un punto di forza della nostra politica culturale. I dati lo confermano: nel 2010 rispetto al 2009 c’è stato un incremento degli iscritti al servizio prestito (+ 27% presso la Bibl. Centrale, + 10% nelle Rionali), del numero dei libri dati in prestito (+ 11% mediamente) e quello delle sessioni internet (+7%). Abbiamo ristrutturato molte delle sedi esistenti. La bibilioteca Cervantes al Parco Sempione è l’ultima inaugurata delle 24 biblioteche dislocate su tutto il territorio. Molte di loro restano aperte fino alle 22. Ogni mattina, poi, il Bibliobus, una biblioteca itinerante, raggiunge gratuitamente i suoi lettori in aree cittadine non servite da biblioteche. E intendiamo completare l’espansione della rete delle biblioteche e realizzare una biblioteca itinerante su un bus speciale Atm.

Ogni centesimo speso in cultura è moltiplicatore di civiltà e di benessere e gli obiettivi che abbiamo raggiunto sono veramente tanti. Milano, in questi anni di crisi, è stata una delle poche città europee che ha visto crescere il numero di visitatori, italiani e stranieri. I visitatori delle mostre nel 2006 erano 300mila mentre nel 2010 siamo arrivati a un milione e 500mila presenze. Per non parlare delle nuove realtà come il Museo del 900, il Museo del Design, la Fabbrica del Vapore, il raddoppio del Museo Archeologico, la Casa del Fumetto e la casa di Alda Merini. E prossimamente ne verranno inaugurati altri due: il Museo delle Culture extraeuropee e il museo di Arte Contemporanea. Tutti i musei civici sono da poco gratuiti per i giovani fino ai 25 anni. Completeremo il restauro del Castello Sforzesco, del Memoriale della Shoah, del Civico Planetario e riqualificheremo la Galleria VittorioEmanuele.
17. Le università private milanesi sono state ultimamente sede di visite parlamentari, governative e da parte dei membri del governo comunale. San Raffaele, Cattolica, Bocconi e Iulm sembrano richiamare sempre più i salotti buoni della borghesia milanese e della rappresentanza comunale. Le università statali quali l’Università degli Studi, la Bicocca e il Politecnico, soprattutto le prime due, non sono state degne di questa passerella. Eppure tra istituti ed enti pubblici dovrebbe esserci una coesione maggiore. Cosa ne pensa e cosa farà in merito?
Penso che in questi anni la coesione si sia rafforzata. Questo è un dato di fatto. Milano è cresciuta come polo attrattivo per la formazione professionale di alto livello, anche grazie alla crescita delle partnership che le nostre Università e i Centri di ricerca sottoscrivono in Europa e nel mondo. E i nostri Atenei fanno squadra per consolidare l’apertura internazionale di tutte le nostre 11 università. Un esempio di cui vado fiera è la Rete dei cinque Incubatori (http://www.reteincubatori.it/) che ha consentito a tanti giovani talenti di avviare le loro start up. Un progetto ideato e finanziato dall’Assessorato Innovazione, Ricerca e Capitale Umano, e coordinato dal centro per lo sviluppo imprenditoriale Alintec, società partecipata da Camera di Commercio, Assolombarda e Fondazione Politecnico. Ad oggi questo progetto vanta 95 nuove imprese, oltre 500 giovani specializzati coinvolti e un fatturato di 83 milioni di euro.
18. Se fosse eletto “Sindaco di Milano”, quali saranno le sue prime tre azioni nei confronti dei Giovani, dell’Università e del Lavoro?
Milano è la capitale della creatività giovanile sia italiana sia europea. E’ la città dove i giovani possono mettere alla prova il proprio talento in qualsiasi ambito, dallo sport, alla musica, al design, alla ricerca. Milano offre ai giovani il lusso di poter dare libertà ai propri sogni. Qui è facile poter tastare le proprie capacità. Tra le tantissime iniziative che realizzeremo, penso alla realizzazione di una Cittadella dello Sport Milano, dove sarà possibile cimentarsi nelle diverse attività, e una piscina olimpionica convenzionata con il Comune. Rafforzeremo il rapporto con le Università affinché possano fruire degli impianti sportivi della città. Riproporremo i “Buoni Lavoro” del Comune per i giovani studenti che vogliono lavorare nei fine settimane e durante le vacanze. Con lo Sportello Impresa Giovani, attraverso la collaborazione con le Banche faciliteremo l’accesso al credito e a iniziative di microcredito. Promuoveremo corsi di formazione per accedere alle nuove opportunità di lavoro create da Expo 2015.







Denis Trivellato

6 commenti:

  1. Very cool. I always enjoy the interviews. Thanks for having this blog

    Cheap wow gold

    Cheapest Diablo 3 gold

    RispondiElimina
  2. If the queen is DH, this thing is not worth mentioning, but if not, this achievement will make you pain fairly eggs.
    This thing either only boring world of warcraft goldMinato good anti-injury seconds back loaded to go repeatedly brush boss small shadows

    RispondiElimina
  3. Effectively, this short article was extremely dazzling, I prefer the look,Content House warming!!!Good article , This buy cosplay costumes article will probably be worth considering ,Talk your fact The subsequent continue to focus the attention to your own article

    RispondiElimina