22 luglio 2007

DIRITTI DISTRATTI

Dietro il fronte, amaramente trasversale, che in Italia intende negare diritti alle coppie di fatto ed omosessuali, non vive solo una depressa e atavica ignoranza. La crisi è più profonda e si inserisce a pieno titolo nel fenomeno che vede decrescere il potere politico, in virtù di una sempre più accentuata anarchia di interessi corporativistici e finanziari. In questo modo, le autorità governative tradizionali, incapaci di rispondere alle sfide cruciali che la contemporaneità presenta, riflettono sulle libertà individuali i propri interventi normativi. Il bigottismo, l’instabilità e la piacioneria tutta italiana spiegano gli imbarazzanti ritardi, in termini di diritti civili, del nostro Paese rispetto al resto d’Europa. Così, mentre si dovrebbe discutere di riforme istituzionali, welfare-state, integrazione e clima, da noi, a giorni alterni, si dibatte della tanto ostentata quanto insignificante castità prematrimoniale del ministro Mastella, dei lifting dell’onorevole Luxuria, dell’harem del presidente Berlusconi. Insomma, come scriveva Piero Gobetti: "senza conservatori e senza rivoluzionari, l’Italia è diventata la patria naturale del costume demagogico".
Gregorio Romeo

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